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"Dio, il Signore è nostra luce" Sal. 118,27 |
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Opuscolo 27
Differenti definizioni dei nostri santi Padri teofori sulle due operazioni di nostro Signore Gesù Cristo.
Di san Giustino filosofo e infine martire, del discorso contro il sofista Eufrasto, sulla provvidenza e la fede, che comincia con: “Il Logos senza macchia…” Se la volontà di Dio concorre con la natura, così anche l'operazione. Perché Dio è sempre per natura volitivo e operante. Nessun ente volitivo avrà la sua stessa volontà e operazione naturale, perché sarebbe della stessa natura. Dio invece non conosce nessun limite alla sua operazione e alla sua natura.
Dello stesso, stesso libro. L'operazione appartiene ad ogni essenza; è una qualità innata in essa. L'operazione naturale e costitutiva è la differenza che definisce la natura della cosa mostrata; al di fuori di lei, questa non può assolutamente fare conoscere il come dell'essere. L'operazione naturale è la qualità essenziale e costitutiva di ogni essenza. Privata di essa, non c'è più essenza. L'operazione naturale è la potenza essenziale che impedisce ogni cambiamento di essenza da un essere all'altro. L'operazione naturale è la facoltà senza mescolanza che salvaguarda la distinzione essenziale di tutti gli esseri.
Di sant'Alessandro, dalla lettera a Aiglone, vescovo di Kynopoli, contro Ario. L'operazione naturale è il movimento innato di ogni essenza. L'operazione naturale è il logos essenziale che fa conoscere ogni natura. L'operazione naturale è la potenza dimostrativa di ogni essenza.
Di Gregorio di Nissa. Il movimento del nous e il pensiero è l'operazione dell'anima razionale. L'operazione è un moto essenziale, caratteristico della natura, che le è proprio e la fa conoscere come essenzialmente differente dalle altre. L'operazione è un moto efficace. Si chiama agente ciò che si muove da sé. Perché noi chiamiamo operazione il moto e potenza naturali di ogni essenza senza i quali nessuna natura è, né è conosciuta. L'intellezione è delle nature noetiche, la sensazione delle sensibili, per mezzo della quale esse toccano naturalmente ciò che è esteriore, e cadono sotto [la loro influenza]. Dei volatili, il volo; dei natanti, il nuoto; dei rettili, strisciare; degli ambulanti, l'ambulazione; delle piante, la germinazione. E per abbracciare il tutto, noi chiamiamo operazione naturale il significante proprio di ciascuna natura, di cui è privo soltanto il non essere. Perché ciò che è, partecipante di un’essenza, partecipa sempre di una potenza che la mostra naturalmente. La vera ragione (logos) conosce come definizione degli esseri le loro operazioni naturali. Il movimento e pensiero propri del nous sono l’operazione dell’anima razionale. La vita secondo la sua natura è l’operazione dell’anima razionale.
Di Crisostomo L'operazione essenziale di Dio è di non essere in nessun luogo. Non perché Egli non è, ma perché Egli è al di sopra di ogni luogo, tempo, natura, nelle quali sono intesi inizio, limite e origine. Lui, che contiene tutto, creatore per il suo solo volere. Perché senza operazione naturale, nessuna natura si manifesta. Il così che il Creatore ha essenzialmente deposto in ogni natura il movimento, come carattere che la fa conoscere, e la distingue dalle altre.
Di san Cirillo L'operazione e la potenza divine sono di essere dappertutto c di riempire il cielo ineffabilmente, di riempire anche la terra e di essere in tutto senza separarsi da nessuno. Perché non è conoscibile, definibile da un intervallo, né circoscritto da nessun limite esterno. Colui che è senza quantità, né grandezza, né corporale non è soggetto a tali [limiti].
Di san Basilio Dal momento che la definizione di ogni essenza è la sua operazione naturale, [questa è] la prova che porta il nous ad [affermare] la natura da cui essa procede; quelle cose la cui operazione è unica e identica, la loro essenza è unica.
Dello stesso, dai libri contro Eunomio Come può esserci alterità di essenze là dove si riconosce un'identità di operazioni? Se l'essenza è differente bisogna che anche le operazioni siano differenti. Come può lo Spirito non essere della stessa essenza del Padre e del Figlio, lui che ha la stessa operazione? Come può esserci alterità di essenza nella Triade, dove si trova identità di operazione? Se non c'è diversità quanto all'essenza, non ce ne sarà neanche quanto alla potenza. Le cose che hanno la stessa potenza, hanno anche la stessa operazione. Quelli la cui natura è una, le loro operazioni sono le stesse.
Di san Gregorio di Nissa Così dunque l'identità di operazione nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo mostra chiaramente la non differenza di natura. Noi possiamo riconoscere, osservando le operazioni, la natura dell'operatore. Il comune delle nature si mostra in atto, confermato dall'identità delle operazioni. Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo. Un solo Dio nella stessa predicazione, per cui non si vede, nella divinità, differenza né di natura né di operazione. Se dunque c'è una sola potenza e operazione, come è possibile supporre un'alterità di natura in quelli in cui non troviamo nessuna differenza di potenza e di operazione? E' assolutamente necessario riconoscere anche alla natura una libera scelta propria; e se le cose sono dissimili per natura, è necessario che anche i voleri siano dissimili. Poiché ciascuna ha una potenza sufficiente, nessuna delle due mancherà di qualcosa per compiere il proprio volere. Così dunque se vediamo che le operazioni del padre, del Figlio e dello Spirito Santo sono differenti, ne deduciamo nature differenti, per alterità di operazione. Perché non è sostenibile che ciò che è separato in ragione del logos della natura concorra nello stesso genere di operazione; non più che il fuoco raffreddi o che il ghiaccio riscaldi, ma per l'alterità di nature si separano ugualmente le operazioni le une dalle altre.
Di Cirillo Quelli che hanno la stessa natura operano similmente. Quelli il cui logos del come dell'essere è differente, il logos della loro operazione non è in tutto lo stesso. Quelli che hanno la stessa operazione e si servono delle stesse potenze naturali, necessariamente hanno la stessa essenza. Nessuno degli esseri infatti porterà invariabilmente le stesse potenze e operazioni, se sono diversi per generi e per essenza. Perché ciò che è della stessa operazione è riconosciuto anche della stessa essenza. Che generi o nature diversi abbiano la stessa operazione, nessuno di buon senso lo ammetterebbe; l'acqua e il fuoco non operano allo stesso modo. Come il logos della loro essenza e qualità è diverso, così è diversa l'operazione. Quelli la cui operazione e la potenza sono invariabilmente une, la comunione di genere tra loro è necessariamente conservata. Quelli che hanno la stessa operazione hanno la stessa essenza; e la diversità di natura è insostenibile. Perché mai si riconoscerà che ci sia una sola operazione naturale di Dio e della creatura, per non elevare il creato all'essenza divina; né certamente abbasseremo l'eminente natura divina al rango delle creature. Perché quelli che hanno una sola operazione avranno anche un solo e stesso logos del come dell'essere.
Di sant'Ambrogio vescovo di Milano, dal secondo libro all'imperatore Graziano. Come potrebbe la stessa operazione appartenere ad una essenza differente? Né l'una opera meno, né l'altra di più. Lì dove l'essenza è differente, non è possibile che abbia la stessa operazione.
Di san Basilio, dai ragionamenti contro Eunomio Altro colui che opera, altra l'operazione e altra cosa l'operato. E le cose differiscono grandemente tra loro. Perché l'operante è colui che si muove a operare. E l'operazione somiglia a un movimento operativo e a uno slancio come chi dicesse di una libera scelta, tesa e inclinante a operare. Nello stesso tempo s'arresta per scegliere e subito è mossa e passa oltre. E l'operato [il risultato dell'operazione] è ciò che è compiuto ed effettuato.
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