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"Dio, il Signore è nostra luce" Sal. 118,27 |
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"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi." (Gv. 15,12)
I COMANDAMENTI SECONDO CRISTO
Decalogo della legislazione secondo Cristo cioè in verità i comandamenti secondo il Nuovo Testamento.
Il Signore tuo Dio, è l'unico Signore, conosciuto nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo. Nel Padre ingenerato; nel Figlio generato, lui il Verbo senza principio, senza tempo e impassibilmente, lui il Verbo, il quale avendo unto e assunto la nostra carne è chiamato Cristo; e nello Spirito Santo, anch'esso proveniente dal Padre, non per generazione ma per processione . Questo è l'unico Dio. Questo è il Dio vero: l'unico Signore nella Trinità delle Ipostasi, indiviso nella sua natura, nella sua volontà, nella sua gloria, nella sua potenza, nella sua energia e in tutte le proprietà della sua Divinità. Lui solo amerai e a lui solo presterai culto, con tutta la tua mente, con tutto il tuo Cuore, con tutta la tua Forza. Le Sue, parole e i suoi ordini saranno nel tuo cuore, affinché tu li metta in pratica, li mediti, li pronunci, quando siedi e quando cammini, quando ti corichi e quando ti alzi. Ricordati incessantemente del Signore Dio tuo temi lui solo. Non dimenticarti di lui, né dei suoi comandi perché così egli stesso ti darà la forza di fare la sua volontà. Infatti non richiede nient'altro da te se non che tu lo tema e lo ami e cammini in tutte le sue vie. Egli è l'oggetto della tua lode, Egli è il tuo Dio. Non occuparti dell'impassibilità e dell'invisibilità degli Angeli che dominano il mondo, né della grande malvagità di colui che di là è caduto ed è sapiente, acuto e abilissimo nell'inganno e non considerare nessuna di queste potenze degne di ricevere l'onore che si deve a Dio solo. Non scrutare la grandezza del cielo, la varietà delle forme del suo movimento, lo splendore del sole, la chiarezza della luna, la lucentezza delle altre stelle, l'utilità dell'aria per il respiro, la fertilità del mare e della terra, e non farti una divinità di qualcuna di queste cose. Perché tutte queste cose sono serve e creature dell'unico Dio: sono state create dal nulla tramite la sua parola. Infatti, egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste. Dunque, solo lui, il Maestro e Creatore di tutto, glorificherai come il tuo Dio e a lui solo aderirai con amore, e davanti a lui ti pentirai notte e giorno per le colpe volontarie e involontarie. Egli è infatti buono e pietoso, lento all'ira e grande nell'amore, fa eternamente il bene. Ha promesso e dà il Regno celeste ed eterno, l'esistenza senza dolore, la vita immortale, la luce senza tramonto per la gioia di coloro che lo venerano, che lo adorano, che lo amano e custodiscono i suoi precetti. Ma egli è anche un Dio geloso, giusto giudice e tremendo vendicatore. Coloro che lo oltraggiano, che gli sono infedeli o trasgrediscono i suoi precetti sono destinati a un castigo eterno, al fuoco inestinguibile, al dolore senza fine, all'afflizione senza consolazione, al vestito delle tenebre più oscure, della regione più nera e angusta, al miserevole stridore di denti, al verme che non muore che egli ha preparato per il primo maligno apostata e, con lui, per quanti da lui sono stati sedotti e lo hanno seguito e hanno disobbedito al loro Creatore con le loro opere, parole e pensieri. Non farai alcuna immagine che somigli alle cose che si trovano o in alto, in cielo, e in basso, sulla terra, e nulle acque, per adorarle o glorificarle come divinità. Poiché tutte le cose sono creature dell'unico Dio che negli ultimi tempi, presa la carne da un seno verginale, è apparso sulla terra e ha vissuto fra gli uomini, ha sofferto per la nostra salvezza è morto, è risuscitato, è salito al cielo con il corpo e si è assiso alla destra della maestà nell'alto dei cieli. Con lo stesso corpo verrà di nuovo nella gloria a giudicare i vivi e i morti. Di lui che si è incarnato per noi, tu farai l'immagine, è di lui che per essa ti ricorderai, ed è lui che, mediante essa, adorerai, elevando, per essa, il tuo intelletto a quel corpo venerato del Salvatore che siede alla destra del Padre nel cielo. Allo stesso modo raffigurerai santi e ne avrai venerazione, non come a dèi, perché questo è proibito, ma a causa della relazione che ci unisce a loro, per la disposizione, il sommo onore che ci concedono, quando l'intelletto grazie alle loro immagini si innalza verso di essi, come fece Mosè con le immagini dei cherubini dentro il santuario. Questo "Santo dei santi" era la figura di ciò che è più alto del cielo. II santuario cosmico era l'immagine del mondo intero. E, Mosè lo chiamò "santo" per rendere gloria attraverso di essi, non a delle creature, ma a Dio creatore del mondo. Tu dunque non fare, delle immagini di Cristo nostro Signore, delle divinità, e neppure di quelle dei santi. Ma attraverso di esse adorerai colui che prima ha fatto noi a sua immagine e poi, per il suo indicibile amore per gli uomini e la stia benevolenza, ha assunto la nostra immagine di lui e se ne è rivestito. Avrai venerazione non solo per la divina immagine, ma anche per la raffigurazione della sua croce, poiché essa è segno grandissimo. E’ il trofeo che Cristo ha vinto al diavolo e alla falange dei nemici. Perciò, quando essi la vedono raffigurata, tremano e fuggono. Questo segno, anche prima dell'originale, fu grandemente glorificato nei profeti c operò grandissimi prodigi Ma è per la seconda venuta di colui che fu crocifisso in essa, il Signore Gesù Cristo che verrà a giudicare vivi e morti, che questo grande c tremendo suo segno verrà prima, con potenza e gloria grande. Glorifica dunque ora questo segno, per potere, allora, guardare ad esso apertamente e con esso essere glorificato. E poiché i santi sono stati crocifissi con il Signore, tu venererai le loro immagini facendoti il segno di croce sul volto e ti ricorderai come le loro opere furono in comunione con le sofferenze di Cristo. Altrettanto farai per le urne dei santi che contengono qualche reliquia delle loro ossa, poiché la grazia di Dio non si è separata da loro come neppure la divinità si è separata dall'adorabile corpo di Cristo nella sua morte vivificante. Ciò facendo, glorificando i glorificatori di Dio che si sono rivelati perfetti nell'amore di Dio tramite le opere, anche tu sarai glorificato da Dio e con Davide potrai cantare: Da me sono stati molto onorati i tuoi amici, o Dio.
Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio a motivo di qualcosa di terrestre, o per rispetto umano o per vergogna o per guadagno personale, giurando il falso. Poiché lo spergiuro è rinnegamento di Dio, non giurerai affatto ma fuggirai completamente il giuramento, poiché è attraverso il giuramento che viene lo spergiuro che allontana da Dio e annovera tra gli iniqui colui che ne fa uso. Mentre, se tu dici la verità in tutte le tue parole, offrirai in questo modo la sicurezza di un giuramento. E se Mai ti accada di sottoporti a un giuramento cosa deprecabile se è per qualche cosa secondo la legge divina, lo adempirai perché comunque così dice la legge, ma poiché hai comunque giurato mentre Cristo ha detto di non giurare, ti emenderai con l'elemosina, la supplica, l'afflizione spirituale l'ascesi del corpo, chiedendo la misericordia di Dio. Se poi ti sei impegnato per qualche cosa di contrario alla legge, vedi di non compiere l'iniquità a causa del giuramento, per non essere annoverato, insieme a Erode fra gli uccisori di profeti,. Annulla questo giuramento iniquo, decidi di non giurare mai più, e invoca su di te la compassione di Dio, impegnandoti fino alle lacrime di usare i rimedi appena elencati.
Il primo giorno della settimana si chiama anche domenica, giorno del Signore, perché consacrato al Signore che in esso è risuscitato dai morti, e perché in quel giorno ha rivelato e confermato in anticipo la risurrezione di tutti. Santificherai dunque questo giorno e ti asterrai da ogni lavoro che fai ogni giorno, tranne quelli strettamente necessari, e darai riposo a tutti coloro che dipendono da te e che vivono con te, perché insieme possiate glorificare colui che ci ha riscattati con la sua morte, che è risorto, e che, insieme a lui ha fatto risorgere noi sue creature. Ti ricorderai così del secolo futuro e mediterai tutti i comandamenti e i precetti del Signore, esaminando te stesso su ciò che hai trasgredito o trascurato, e ti emenderai in cosa. In questo giorno, poi, sii assiduo a frequentare il tempio di Dio, rimanendo alle sinassi, e con fede sincera e coscienza pura da condanna, comunica al santo corpo e sangue di Cristo; comincia a vivere in un modo più radicale, rinnova te stesso, preparati a ricevere i beni eterni futuri, a motivo dei quali, quindi, anche negli altri giorni della settimana non abuserai dei beni terrestri. Questi, la domenica, per rimanere vicino a Dio, li lascerai tutti, tranne ciò che è indispensabile e senza cui non si può vivere. Così, Dio sarà per te luogo di rifugio e tu non te ne allontanerai. Non accenderai il fuoco delle passioni, non ti caricherai del peso del peccato. Così, santificherai il giorno del riposo, celebrandolo facendo cessare il male. Come alla domenica, anche nelle grandi feste stabilite, farai le stesse cose e ti asterrai dalle stesse cose.
Onora tuo padre e tua madre. Per mezzo di loro Dio ti ha portato alla vita, ed essi sono, dopo Dio, l'origine della tua esistenza. Tu, dunque, li amerai e li onorerai con Dio, se però il tuo amore verso di loro aiuta all'amore verso Dio. Ma se non è così fuggi immediatamente lontano da loro. Se poi essi ti sono di ostacolo, perché hanno un'altra fede e non quella vera che porta salvezza, allora, non solo li fuggirai, ma li odierai; e non solo loro, ma anche tutti quelli della tua famiglia e quelli a te legati da ogni altro tipo di affetto e di rapporto, fino a odiare le tue stesse membra con i loro desideri, e tutto il tuo stesso corpo con la disposizione alle passioni che ha in sé. Cristo infatti ha eletto: Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, la moglie i figli, i fratelli le sorelle e perfino la propria vita, chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Fa' così con i tuoi secondo la carne, amici e fratelli. Ma per i tuoi secondo la carne, quelli che non ti sono di impedimento alla salvezza, quelli tu onorerai e amerai. E se fai così con quelli che ti hanno generato nella carne, quanto più onorerai e amerai quelli che ti hanno generato nello Spirito. Loro che ti hanno fatto passare dall'essere all'essere-bene, ti hanno tatto partecipe dell'illuminazione della conoscenza, ti hanno istruito nella rivelazione della verità, ti hanno rigenerato mediante il lavacro di rigenerazione e hanno posto in te la speranza della risurrezione e dell'immortalità, del Regno che non ha fine e dell'eredità, e ti hanno fatto da indegno degno dei beni eterni, da terrestre ti hanno reso celeste, da temporaneo ti hanno fatto eterno, figlio e discepolo non di un uomo, ma del Dio-uomo Gesù Cristo che ti ha donato uno spirito da figli adottivi, e che ha detto: Non chiamate nessuno padre sulla terra né maestro, perché uno solo è vostro padre e Maestro Cristo. Dunque, tu devi onorare e amare i padri spirituali, poiché l'onore portato ad essi si rivolge al Cristo, allo Spirito Santo nel quale hai ricevuto l'adozione a figlio, e va al Padre celeste dal quale ogni paternità nei cicli e sulla terra prende nome. Ti impegnerai per tutta la vita ad avere un padre spirituale, gli farai conoscere ogni peccato e gli rivelerai ogni pensiero per ricevere consigli, rimedi e il perdono. Ai padri spirituali infatti è stato dato il potere di sciogliere e di legare le anime, e tutto quanto legheranno sulla terra sarà legato nel cielo e quanto scioglieranno stilla terra sarà sciolto in cielo, poiché da Cristo hanno ricevuto questa grazia e questo potere. Perciò li ascolterai e non ti opporrai a loro per non procurare perdizione alla tua anima. Infatti, se chi disobbedisce ai genitori secondo la carne nelle cose che non sono proibite dalla legge divina è messo a morte, secondo la legge, colui che disobbedisce ai padri secondo lo Spirito, come non scaccerà da sé lo Spirito di Dio e non perderà la sua anima? Per questo motivo, non ti stancare di interrogare e di ascoltare i tuoi nello Spirito perché sia salvata la tua anima e tu divenga erede dei beni eterni e puri.
Non fornicare per non essere membro di una prostituta invece che membro di Cristo, ed essere tagliato via dal corpo divino, cadere fuori dall'eredità divina ed essere gettato nella Geenna. Infatti, se la figlia di un sacerdote, sorpresa a fornicare, viene arsa, secondo la Legge, per avere disonorato il padre, quanto più chi avrà inflitto tale macchia al corpo di Cristo non sarà reo di castigo eterno! Ma se ti è dato di comprendere scegli la via dell'ascesi della verginità, per poter essere interamente di Dio e aderire a lui con un amore perfetto, consacrandoti a lui per sempre, occupandoti sempre, senza distrazione, delle cose del Signore, impossessandoti in anticipo della vita futura e vivendo sulla terrà come un angelo di Dio. Poiché la verginità è degli angeli, e chi aderisce alla verginità si fa simile ad essi con il corpo, per quanto è possibile. O meglio, prima che agli angeli, si fa simile al Padre, il quale ha generato verginalmente prima di tutti i secoli; si fa simile al Figlio vergine, generato in principio da Padre vergine e, negli ultimi tempi, nato nella carne da Madre vergine; si fa simile allo Spirito, ineffabilmente venuto dal solo Padre, non per generazione ma per processione. A questo Dio somiglia e si unisce con nozze incorrotte colui che ha scelto la vera verginità, e che è vergine nell'anima e nel corpo, rivestito delle bellezze della verginità nei sensi, nella ragione e nel pensiero. Ma se non hai scelto di vivere verginalmente e non lo hai promesso a Dio, ti è lecito sposare una sola donna nel Signore, secondo la Legge, abitare con lei sola, averla per te come vaso di elezione per la santificazione, astenendoti con tutte le forze dalle altre donne. Potrai perfettamente astenertene se ti guardi dagli incontri inopportuni con esse, se non ti permetti di fare o di ascoltare discorsi immorali e, per quanto è possibile, se distoglierai dalle donne perfino il tuo sguardo, sia quello del corpo sia quello dell'anima, mentre ti abitui a guardare senza passione 1a bellezza dei volti. Poiché chi ha guardato una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore e per questo è impuro per Cristo che guarda al cuore. Ecco allora che l'infelice cade nella vergogna di ciò che compie attraverso il corpo. Ma perché parlo di fornicazione e di adulterio e di tutte le sozzure di cui è capace la nostra natura quando già dal guardare con attaccamento la bellezza dei corpi, l'uomo è trascinato sfrenatamente anche a impudicizie persino contro natura? Tu, allora, è sradicando da te le radici amare che eviterai di portare frutti di morte, ma porterai I rutti di purezza e di santificazione che è in essa, senza la quale nessuno vedrà il Signore.
Non uccidere per non decadere dallo stato di figlio adottivo di colui che da vita anche ai morti e per non essere fatto figlio, a causa delle tue opere, di colui che è omicida fin dal principio. Perché l'omicidio procede da un colpo, c il colpo da un'offesa, l'offesa procede dall'ira, e l'ira ci coglie in seguito a un danno che ci è inferto da altri, o da un colpo, o da una offesa; per questo Cristo ha detto: A chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica e non colpire a tua volta chi ti colpisce, non restituire la violenza a chi ti fa violenza. Così libererai te stesso, e chi ti fa il male, dalla caduta che porta alla morte, e per quanto ti riguarda, riceverai il perdono dei peccati che hai commesso al cospetto di Dio. Sta scritto infatti: Perdonate c vi sarà perdonato. Ma il maldicente e il malfattore saranno castigati con una rovina eterna. Infatti Cristo ha detto: Chi poi dice al fratello pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque avrai potuto sradicare il male avendo coltivato nell'anima la beatitudine della mitezza, dà gloria a Cristo, che ci ammaestra sulle virtù e ci aiuta a compierle: senza di lui, come ti è stato insegnato, non possiamo fare alcun bene. Ma se non sei riuscito a trattenerti dall'ira, rimprovera te stesso per esserti adirato e pentiti davanti a Dio e davanti a chi è stato ingiuriato da te ed è stato ferito da te. Infatti, colui che si pente agli inizi del peccato non giunge al termine di esso. Invece chi rimane insensibile di fronte alle piccole colpe commesse, da queste senza accorgersene cadrà in quelle grandi. Non rubare, perché colui che conosce i segreti, e che tu hai disprezzato, non aumenti il castigo. Piuttosto, darai anche, da ciò che possiedi, ai bisognosi, di nascosto, per ricevere da Dio, che vede nel segreto, il centuplo e la vita eterna nel secolo futuro.
Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo, per non renderti simile a colui che da principio calunniò Dio presso Eva, ed essere maledetto come lui. Piuttosto, purché non vi sia danno per altri, coprirai anche la caduta del tuo prossimo, per non essere simile a Cam, ma a Sem e a Jafet e ottenere la benedizione.
Non desidererai ciò che appartiene a chi ti sta vicino: né la sua proprietà, né denaro, né gloria, nulla di quanto è del tuo prossimo. Poiché la concupiscenza concepita nell'anima genera il peccato, e il peccato, quand'è consumato produce la morte. Non desiderando le cose altrui, ti asterrai anche, se puoi, dalla rapacità della cupidigia. Piuttosto, offri de tuo a chi chiede e, per quanto puoi, compatisci chi ha bisogno di misericordia e non voltare le spalle a chi vuole ricevere un prestito e inoltre, se trovi qualche oggetto perduto, lo restituirai al proprietario anche se questi fosse uno di quelli che ti sono nemici. Perché è in questo modo che te lo riconcilierai e che vincerai il male col bene come Cristo ti prescrive. Custodendo questi precetti con tutte le tue forze, e vivendo in essi, depositerai nella tua anima il tesoro della pietà, piacerai a Dio e riceverai i benefici da Dio e dagli uomini di Dio, e diventerai erede dei beni eterni. Sia così per tutti noi, per la grazia e l'amore del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo al quale, con il suo Padre senza principio e il santissimo buono e vivificante Spirito, conviene ogni gloria, onore e adorazione, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
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