"Dio, il Signore è nostra luce" Sal. 118,27

[Essenza e Energie divine] [La divinizzazione dell'uomo] [Il Filioque]
[Preghiere tratte dai Padri della Chiesa]  [Link]
[Ecumenismo e dialogo interreligioso]

 

Tomo aghioritico

La nozione biblica della luce 

 

La teologia dell'esicasmo

 

Gregorio il sinaita

 

Giovanni Climaco

 

Sull'esicasmo

 

La preghiera esicasta

           

Silvano del Monte Athos

 

 



 

"Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore". (Rm  8, 35.38-39)

[LA PREGHIERA DEL CUORE]

Tutti gli esseri ti rendono omaggio, o Dio,

quelli che parlano e quelli che non parlano,

quelli che pensano e quelli che non pensano.

Il desiderio dell'universo,

il gemito di tutte le cose,

salgono verso di te.

Tutto quanto esiste, Te prega

e a Te ogni essere

che sa vedere dentro la tua creazione,

un silenzioso inno fa salire a te.

(S. Gregorio di Nazianzo "Poesie dogmatiche")

 

Non ricordare più i miei peccati;

se ho mancato,

per la debolezza della mia natura,

in parole, opere e pensieri, tu perdonami,

tu che hai il potere di rimettere i peccati.

Deponendo l'abito del corpo,

la mia anima sia trovata senza colpa.

Più ancora: degnati, o mio Dio,

di ricevere nelle tue mani l'anima mia

senza colpa e senza macchia

quale una gradita offerta.

(S. Gregorio di Nissa "Vita di S. Macrina")

 

Preghiamo che Gesù regni su di noi, che la nostra terra

sia liberata dalle guerre e dagli assalti dei desideri carnali e che allora,

quando questi saranno cessati,

ognuno riposi all'ombra della sua vite, del suo fico, del suo olivo.

Sotto la protezione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo riposa l'anima

che ha ritrovato in sé la pace della carne e dello spirito.

A Dio eterno gloria nei secoli dei secoli.

Amen.

(Origene "Omelia XXII sul libro dei Numeri")

 

 

Ti ringrazio, Signore; te ringrazio, solo conoscitore dei cuori,

giusto re, pieno di misericordia.

Ti ringrazio, o senza principio, Verbo onnipotente,

tu che sei sceso sulla terra e ti sei incarnato, Dio mio,

e sei divenuto - ciò che non eri - uomo simile a me,

senza mutazione, senza venir meno, senza qualsivoglia peccato.

Al fine, tu impassibile soffrendo ingiustamente da parte di empi,

di concedere a me condannato l'impassibilità

nell'imitare i tuoi patimenti, o Cristo mio.

(S. Simeone il Nuovo Teologo "Inni e Preghiere")

 

 

Nostro Signore trattenne la sua potenza, ed essi lo afferrarono,

così che attraverso la sua morte vivente potesse dare vita ad Adamo.

Egli dette le sue mani per essere forate dai chiodi

per rimediare alla mano che aveva colto il frutto:

Egli fu colpito sulla guancia nella camera del giudizio

per rimediare alla bocca che aveva mangiato nell'Eden;

e mentre il piede di Adamo era libero

i suoi piedi furono trafitti;

nostro Signore fu spogliato perché noi possiamo essere vestiti;

con il fiele e l'aceto Egli addolcì

il veleno del serpente che aveva morso l'uomo.

(S. Efrem il Siro da "L'arpa dello Spirito")

 

 

Vieni, luce vera

Vieni, eterna vita

Vieni, mistero nascosto

Vieni, tesoro ineffabile

Vieni, realtà indicibile

Vieni, persona incomprensibile

Vieni, esultanza perenne

Vieni, verace attesa di quanti saranno salvati

Vieni, il rialzarsi di chi giace

Vieni, risurrezione dei morti

Vieni, o potente, che ogni cosa sempre compi, muti e trasformi con il solo volere

Vieni, invisibile e del tutto intangibile e impalpabile

Vieni, tu che sempre rimani immobile, e ad ogni istante tutto ti muovi e vieni a noi che giacciamo nell'Ade, tu che sei al di sopra di tutti i cieli

Vieni, nome desiderato e celebrato, ma del tutto impossibile a essere detto da parte nostra chi egli sia o a essere conosciuto quale e quanto sia

Vieni, gioia eterna

Vieni, corona immarcescibile

Vieni, porpora del grande Dio e Re nostro

Vieni, cintura cristallina e di pietre preziose

Vieni, calzare inaccessibile

Vieni, vera destra regale purpurea e sovrana

Vieni, tu che ha bramato e brama la mia misera anima

Vieni, solo a chi è solo - poic io sono solo, come vedi

Vieni, tu che mi hai separato da tutto e mi hai reso solo sulla terra

Vieni, tu che sei divenuto in me desiderio e hai fatto che ti desiderassi, o del tutto inaccessibile

Vieni, mio respiro e mia vita

Vieni, consolazione della mia povera anima

Vieni, gioia e gloria e delizia senza fine.

(S. Simeone il Nuovo Teologo "Inni e Preghiere" - invocazione allo Spirito Santo)

 

 

O Figlio unico e Verbo di Dio,

pur essendo immortale,

per la nostra salvezza

volesti prendere carne dalla Santa Madre di Dio e sempre Vergine Maria;

senza mutarti ti sei fatto uomo e fosti crocifisso,

o Cristo Dio,

calpestando la morte con la morte;

tu che sei una delle Persone della Santa Trinità,

glorificato insieme con il Padre e lo Spirito Santo,

salvaci.

(Inno al Verbo, tratto dalla Liturgia Bizantina)

 

Ora in noi senza indugio

discendi, o Spirito Santo,

unità sola col Padre e col Figlio:

benigno ancora nei cuori effonditi.

Bocca, lingua, intelletto, sensi e forze

cantino la tua lode.

Divampi in noi la fiamma del tuo amore,

fino ad accendere chi ci è vicino.

(S. Ambrogio di Milano, "Inni". Inserito il 21 agosto 2006)

 

Dio onnipotente, che hai creato il cielo e la terra e tutto quello che è in essi,

vieni in mio aiuto e abbi pietà di me, perdona i miei peccati;

salvami nell'ora presente e nell'avvenire

per il Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo.

Per Lui ti sia resa gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen.

(Preghiera su papiro, dall'Egitto. Inserito il 24 settembre 2006)

 

Da allora splende sulla terra

Il mirabile segno della croce,

dalla quale pendette il Cristo innocente,

il Redentore di tutti.

Quest’albero è più sublime

Dei cedri che crescono nel Libano;

non conosce pomi nocivi,

ma produce frutti di vita.

Tu, Cristo, piissimo re,

nel segno di questa croce,

in tutte le ore, in tutti i momenti,

non ricusare di proteggerci,

affinché, con voce concorde

e con cuore devotissimo,

ti possiamo, in ogni circostanza,

rendere le lodi dovute.

(Inni detti “AMBROSIANI” Inserito il 24 settembre 2006)

 

All’inizio di questo giorno

offro a Dio la mia destra

nella promessa di non compiere

né permettere nulla di male,

ma di dedicarti, o Signore,

questa nuova giornata,

rimanendo fermo nei propositi

e dominando le mie passioni.

Di essere ancora così mediocre,

mi rende vergognoso la mia vecchiezza

e soprattutto la mensa santificata

cui io partecipo.

Queste sono le mie intenzioni,

o mio Cristo:

e Tu guidami sulla retta via.

(S. Gregorio di Nazianzo “Poesie su se stesso” Inserito il 25 novembre 2006)

 

O Luce, beata Trinità

e dominatrice Unità,

già il sole infocato si allontana;

infondi splendore nei cuori.

Invochiamo Te al mattino,

Te alla sera, con un canto di lode;

la nostra supplice gloria

lodi Te per tutti i secoli.

Sia gloria a Dio Padre

e al suo Unico Figlio

con lo Spirito Paraclito,

ora e sempre.

(Inni detti “AMBROSIANI” Inserito il 7 dicembre 2006)

 

Rendici degni di questa comunione,

Dio di verità, e fa' che i nostri corpi abbiano la castità,

e le nostre anime l'intelligenza e la conoscenza;

dacci la sapienza, Dio di misericordia,

ricevendo il corpo e il sangue.

Perché tua è la gloria e la potenza,

per il tuo Figlio unico nello Spirito Santo,

ora e in tutti i secoli dei secoli. Amen.

(Serapione, "Eucologio" Inserito il 7 dicembre 2006)

 

Ascolta, benigno Creatore,

le nostre preghiere miste a lacrime

in questo sacro

digiuno quaresimale.

Tu che scruti i cuori,

conosci le nostre debolezze;

perdona coloro che, ravveduti,

ritornano a Te.

Molto abbiamo peccato,

ma Tu perdona chi ne fa confessione;

a lode del Tuo Nome

concedi rimedio a chi langue.

Fa' che il corpo sia contrito

per mezzo dell'astinenza,

perché la mente sobria digiuni,

immune dai peccati.

Concedi, Santa Trinità,

concedi, Santa Unità,

che i fruttuosi doni del digiuno

siano i tuoi.

(Gregorio Magno, "Ai vespri per la quaresima" Inserito il 14 gennaio 2007)

 

Concedi alle mie palpebre un sonno leggero

sicché la mia lingua

non resti a lungo muta alla Tua lode.

Né il Tuo creato taccia

nel rispondere al coro degli angeli.

Ma il mio riposo sempre con Te

mediti pensieri pii,

né la notte trattenga

le colpe del giorno trascorso.

Né le follie della notte

turbino i miei sogni.

(S. Gregorio di Nazianzo “Poesie dogmaticheInserito il 7 febbraio 2007)

 

Sono stato deluso, o mio Cristo,

per il mio troppo presumere:

dalle altezze sono caduto molto in basso.

Ma rialzami di nuovo ora,

poiché vedo che da me stesso

mi sono ingannato;

se troppo ancora confiderò in me stesso

subito cadrò

e la caduta sarà fatale.

(S. Gregorio di Nazianzo “Poesie su se stesso” Inserito il 7 febbraio 2007)

 

Proemio

 

Rifletti, anima, all'esame

che il Giudice farà della tua vita.

Ricordati dei gemiti del Pubblicano, dei lamenti della peccatrice,

e grida tu in pentimento:

“Per le preghiere dei Santi,

concedi il perdono,

tu, che vuoi salvare tutti gli uomini”.

 

1. Molti sono stati i mortali che hanno conosciuto il tuo amore per gli uomini, che il pentimento ha reso manifesto: hai giustificato il Pubblicano che gemeva e la peccatrice che versava lacrime. Tu guardi infatti all'intenzione di ognuno ed accordi il perdono. Come a loro, dona la conversione anche a me, ricco in misericordia quale sei, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

2. L'anima mia si è macchiata e si è rivestita della tunica dei peccati. Tu stesso donami di versare dai miei occhi acque a torrente, che possano purificarla per mezzo del pentimento. Rivestimi della tunica bianca degna delle tue nozze, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

3. Il mio tempo sta per ultimarsi ed il terribile trono è già preparato. La vita passa ed il giudizio sta per sopraggiungere, minacciandomi del supplizio del fuoco e della fiamma inestinguibile. Mandami pioggia di lacrime e arrestane tu l'irruenza, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

4. Compatisci la mia voce, come a figliuol prodigo, o Padre celeste. Perché io cado avanti a te e grido come quello fece: «Padre, ho peccato». Non mi ricusare, o mio Salvatore, quantunque sia tuo figlio indegno. Concedi piuttosto che i tuoi angeli si rallegrino anche per me, o Buono, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

5. Per la grazia hai fatto di me figlio tuo ed crede. Io invece ti ho offeso, sono divenuto prigioniero e, vendendomi

al barbaro peccato mi sono fatto anche schiavo, me misero! Abbi compassione della immagine tua e richiamami , o Salvatore, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

6. Il cattivo, sempre all'erta, mi ha depredato vedendomi svagato nell'indolenza. Quel ladro, pessimo, ha ingannato la mia intelligenza, ha catturato il mio spirito ed ha saccheggiato il tesoro della grazia tua. Ma rialza tu quel caduto che io sono e richiamami, o Salvatore, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

7. Ho necessità del tuo aiuto, come Pietro sbattuto di qua e di là dal moto ondoso delle acque del mare. Procedendo sull'oceano della vita sto per essere sommerso. Perciò mi affretto avanti a te. Si avvicini a me la tua mano e mi salvi, Signore. Come facesti a Pietro per il mare, estrai me dalla tempesta dei mali, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

8. Ho ascoltato la voce del Profeta che mi esorta alla salvezza. Dicendo che tu ti accosti a quanti ti invocano egli mi sollecita a gridare senza pausa verso di te  e a sollecitarti al mio soccorso. Ricorda le tue misericordie e sollevami, qual Dio che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

9. Salvatore, riconosco in te il liberatore che assolve tutte le mie cattive azioni. Cancella i miei peccati, conferma il tuo perdono, tu che sai tralasciare la memoria dei mali. Strappa il mio titolo di condanna, e liberami. Tu sei infatti, Signore, il mio Re e mio Dio, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

10. O mia leggerezza! Ho paura, e, neppure pensando al gemito che farà seguito, io divengo saggio. Mi sconvolge l'idea della punizione e vado commettendo opere di punizione meritevoli. Temo di essere castigato e non mi astengo dal peccare. Presto, donami per una volta almeno il ravvedimento, o unico Salvatore, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

11. Ahimè! poco mi addoloro del peccato, illudendomi in un rimedio caduco. Questo mi appare favorevole, ma nella realtà mi accusa. Sembra consigliarmi per il mio bene, ma mi accorgo che è una insidia: ha fretta di vedermi affondare. Liberamene, o Salvatore, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

12. Sempre mi affliggo di nascosto, perché la coscienza mi rimorde, e ho un giudice personale che mi accusa e mi impaurisce prima ancora di essere sottomesso al castigo eterno. Perciò, finché sono quaggiù, correggimi e poi, di là risparmiami, o Salvatore, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

13. È ora il tempo del pentimento per quanti vogliono rendere fruttuoso il talento . Il mercato è ancora in corso ma io non mi do da fare per avvantaggiare la mia moneta sul tempo del lavoro e sul sollievo dalla fatica. Prima che sia troppo tardi, dammi la conversione, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

14. La parola di Paolo mi sollecita a perseverare nella preghiera e ad aspettare te. Confido dunque e mi raccolgo in preghiera, perché conosco bene le tue misericordie: tu sarai il primo a venirmi incontro e a prestarmi aiuto. Se tu tardi è nel solo fine di darmi il compenso della perseveranza, tu, che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

15. Dammi la capacità di cantare te e di glorificarti sempre attraverso una vita pura. Degnati di farmi armonizzare opere e parole, o Onnipotente; possa io cantare e ricevere da te quanto a te chiedo! Accordami di offrire una preghiera pura a te, unico Cristo, a te che vuoi salvare tutti gli uomini.

 

(Romano il Melode "Inni" Inserito il 30 marzo 2007)

 

 

Beato mi faceva il giardino

di gioconde piante, una volta,

quando del sommo Iddio

per l'ineffabile provvidenza

ed il pari amore

questa luce vedevo, io,

plasmato dal fango terrestre

e dotato ancora di spirito;

fra la terra ed il cielo

collocato vivevo, ahimè,

del grande Dio risplendevo

dell'immagine a somiglianza.

Ma il pessimo serpente

con violenta insidia insinuandosi,

con funesti consigli

e sinistre parole

tristemente sussurrandomi,

ahi, m'ingannò

e fuori da quel luogo

di onesta voluttà mi scacciò,

dai giardini del Padre,

dei quali, ahi, mi aveva fatto abitatore,

del tutto esiliandomi.

Ed ero miseranda vista

al venerabile coro delle anime :

e poi che la mia ferita

non sopportava medico,

il creatore artefice d'ogni cosa

con ardente amore guardandomi,          

in veste di estraneo mi si avvicinò,

piamente l'umana

avendo preso, dalla inesperta di nozze

Maria, generazione.

E così (mi) salvò

strappandomi dalla crudele

mano del serpente,

e strappandomi alla morte

subì egli la sorte per me,

del divino comandamento         

stoltamente trasgressore,

per cui offrì il proprio

corpo all'amara morte ;

e insieme percosse di lui

il capo nelle acque

delle correnti del Giordano,

 

dei miei peccati

l'interna bruttura

tenebrosa immergendovi:

ma quello ancora la spudorata 

coda dimenando,

la mia mente sconvolge

agitandosi con moti

che trascinano a l'abisso,

e tentando di darmi il gambetto

pei sentieri della mia via.

Ed impuramente assilla

la violenza degli indomiti cavalli,

che trascina ciecamente ;

bramoso di spingere in vergogne 

empie il mio cuore

e verso funeste passioni,

e di abbattere il malfermo

cavaliere sforzandosi,

che regge le redini.

E un grande fuoco accende

dai dardi igniferi,

che il maligno arde contro di me ;

e scagliando l'interno

fuoco, di cui è impastato, contro di me.

Ma tu e dammi

la tua mano, salvatore di popoli,

che dalla radice estirpa

gl'inganni dell'amaro Belial ;

tu che una volta, avendo fermato la corrente,

subito ritorta

con inverso cammino,

mirabile opera compiesti;

e, inaridito del mare

l'immenso flutto,

a piedi facesti passare

il popolo tuo Israele ;

e parlasti, e tutte le cose

a la tua parola ristettero.

E tu reggi il fiammeggiante carro

del gigante veloce,

lucifero immenso ;

e mutasti, del settemplice

camino dei tre figli,

il fuoco in copiosa rugiada.

E avesti pietà del perduto ;

e della meretrice sciogliesti il nodo

di impuri amori,

la quale versava calde lacrime ;

e fermasti anche della emorroissa

col tocco del tuo orlo

il perpetuo flusso ;

e dai morti suscitasti

anche la figlia di Jaeiro

e la facesti ancora respirante;

e purificasti i lebbrosi

e ai ciechi donasti la vista e

lo spirito scacciasti

dalla fanciulla Sidonia.

Un altro sollevò il giaciglio,

lo scioglimento delle membra avendo ottenuto ;

e (tu) raddrizzi la storpia,

e scacci i dèmoni.

E della suocera di Pietro

col tatto della mano tu cessasti           

l'ardente febbre ;

e molte altre cose facesti

che non hanno numero.

Quale meraviglia, se della mia

fiamma spegnerai l'ardore,

dalla perenne fonte

la tua rugiada stillando

sopra la mia brace?

Dammela, o Salvatore,

tu, per tutta la vita,

affinché la tua bontà io celebri,

e del Padre e dello Spirito tuo.

(S. Massimo il Confessore "Inni" Inserito il 30 aprile 2007)

 

 

 

Tu sei l’al di là di ogni cosa (cos’altro, infatti, è possibile dire di Te nel canto?):

come potrà inneggiarti la parola? Nessuna parola, infatti, può esprimerti.

Come ti contemplerà l’intelletto? Nessun intelletto, infatti, può percepirti.

Tu solo sei ineffabile, poiché le parole a Te devono l’origine.

Tu solo sei inconoscibile, poiché i pensieri a Te devono l’origine.

Tutte le cose cantano Te, sia quelle che han voce sia quelle che non l’hanno.

Tutte rendono a Te onore, sia quelle che hanno intelletto sia quelle che non l’hanno.

Comuni sono i desideri di tutti gli esseri, comuni i gemiti che tutt’attorno circondano Te.

Te chiama, con supplice preghiera, il tutto.

A Te si dirige un inno silente: lo pronunciano tutti gli esseri che intellettualmente contemplano ciò che Tu hai composto.

È per Te solo che tutto permane.

È per Te solo che tutto si muove dell’universale moto.

E di ogni cosa Tu sei compimento: Uno, Tutto, Nessuno, anche se non sei né unico né tutti.

A Te è ogni nome: come chiamare Te, il solo che non si può nominare?

Qual intelletto, figlio del cielo, penetrerà quei velami che si stendono al di sopra delle nubi?

Sii benigno, Tu, l’al di là di ogni cosa – cos’altro, infatti, è possibile dire di Te nel canto?

(S. Gregorio di Nazianzo “Poesie” Inserito il 27 maggio 2007)

 

Dal cielo è sceso come la luce,

da Maria è nato come un germe divino,

dalla croce è caduto come un frutto,

al cielo è salito come una primizia.

Benedetta sia la tua volontà!

Tu sei l'offerta del cielo e della terra,

ora immolato e ora adorato.

Sei disceso in terra per essere vittima,

sei salito come offerta unica,

sei salito portando il tuo sacrificio,

o Signore.

(Efrem il siro, "Inni vari" Inserito il 17 giugno 2007)

 

Ti prego, Gesù Cristo, mio Signore,

non lasciarmi seguire la mia volontà;

non lasciare che il mio pensiero domini su di me;

non farmi morire nei miei peccati.

Cristo, figlio di Maria,

accogli il tuo servo nella beatitudine.

(Iscrizione funeraria, dall'Egitto. Inserito il 2 settembre 2007)

 

Prepariamo in noi un cuore puro

perché il Signore voglia entrare con gioia nella candida

casa del nostro cuore.

A Lui gloria e potenza nei secoli dei secoli.

(Origene, "Omelia XXIV sul libro di Giosuè". Inserito il 2 ottobre 2007)

 

Adoriamo il Padre e il Figlio suo e il santo Spirito, la Triade santa in un’unica essenza, e con i serafini acclamiamo: Santo, santo, santo tu sei, o Signore.

 

Dal santo Spirito ogni anima è vivificata, con la purificazione è innalzata, in virtù della Monade trina è resa fulgente, in sacro mistero.

 

Tu che solo conosci  la fragile sostanza dei mortali, e nella tua compassione  ti sei a essa conformato, cingimi di potenza dall'alto perché a te io acclami:  Santo, il tempio vivente della tua gloria immacolata, o amico degli uomini.

  

O Cristo, tu che sei vita enipostatica  e hai rivestito il mio essere corrotto, perché sei Dio compassionevole, disceso nella polvere della morte, o Sovrano hai lacerato la mortalità, e risuscitando il terzo giorno, hai rivestito di incorruttibilità i morti.

 

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l'uomo. Per questo a te acclamo:  Gloria alla tua potenza!

 

Nella tua amorosa compassione non sopportavi, o Sovrano, di vedere l'uomo tiranneggiato dalla morte. Ed ecco, sei venuto, e, fatto uomo, con il tuo proprio sangue l'hai salvato, tu che sei benedetto e più che glorioso.

(TROPARI, Inni dall'ufficio bizantino. Inserito il 16 febbraio 2008)

 

Signore, amico degli uomini, a Te ricorro al mio risveglio, cominciando il compito assegnatomi nella tua misericordia: assistimi in ogni tempo ed in ogni cosa; preservami da ogni seduzione mondana, da ogni influenza del demonio; salvami e introducimi nel tuo Regno eterno.

Tu sei infatti il mio Creatore, la fonte ed il dispensatore di ogni bene: in te riposa tutta la mia speranza, ed io ti rendo gloria ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Mio Dio, purifica me, peccatore, che non ho mai fatto il bene davanti a Te; liberami dal male e fa che si compia in me la tua volontà: affinché senza timore di condanna, apra le mie labbra indegne e celebri il tuo Santo Nome: Padre, Figlio e Spirito Santo, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Abbi pietà di noi, Signore, abbi pietà di noi, privi di ogni giustificazione, noi peccatori ti rivolgiamo, o nostro Sovrano, questa supplica: abbi pietà di noi.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, abbi pietà di noi: in te infatti, abbiamo riposto la nostra fiducia; non ti adirare oltremodo con noi, né ricordare i nostri peccati; ma misericordioso come sei, volgi su di noi il tuo sguardo benigno e liberaci dai nostri nemici.

Tu infatti sei il nostro Dio e noi siamo il tuo popolo; tutti siamo opera delle tue mani ed abbiamo invocato il tuo nome.

Ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen. (Preghiera di San Macario Inserito il 20 marzo 2008)

 

O Signore Gesù Cristo, nostro Dio, Tu che hai pianto per Lazzaro versando per lui lacrime di tristezza e di misericordia, ricevi le mie lacrime e con la Tua Passione guarisci le mie passioni. Con le Tue ferite, guarisci le mie ferite. Con il Tuo sangue purifica il mio sangue e mescola nel mio corpo il profumo del Tuo corpo datore di vita. Il fiele che i Tuoi nemici Ti hanno fatto bere addolcisca il fiele che mi ha fatto bere il Nemico. Il Tuo Corpo steso sulla Croce, stenda verso di Te la mia mente trascinata in basso dai demoni. La testa che Tu hai chinata sulla Croce, alzi la mia testa schiaffeggiata dai nemici. Le Tue Santissime Mani, inchiodate dagli empi sulla Croce, mi tirino dall’abisso della perdizione , così come Tu stesso hai promesso. Il Tuo volto beffeggiato con schiaffi e sputi, riempia di splendore il mio volto macchiato dalle iniquità. Il Tuo Spirito che mentre eri crocifisso hai affidato al Padre, mi guidi verso di Te con l’aiuto della Tua grazia. Non ho un cuore addolorato per cercarti. Non ho il pentimento e l’umiltà che fanno ritornare i figli alla loro eredità. Non ho lacrime di consolazione, o Signore. La mia mente è stata offuscata da preoccupazioni mondane, e non è in grado di cercarti con sentimenti di dolore.

A causa di tante tentazioni il mio cuore si è raffreddato e non può riscaldarsi con lacrime d’amore verso di Te. Ma Tu, o Signore Gesù Cristo, nostro Dio, Tesoro di beni, dammi pentimento perfetto ed anima addolorata ed infranta per andare con tutto il cuore alla Tua ricerca; poiché senza di Te, diventerò estraneo ad ogni bene. Dammi dunque, o Buono, la Tua grazia!

Il Padre Tuo, dal quale sei nato prima di tutti i secoli, rinnovi in me la Tua immagine. Ti ho abbandonato, Signore; non abbandonarmi! Mi sono allontanato da Te; esci per ricercarmi. Portami al Tuo pascolo spirituale. Numerami tra le pecore del Tuo gregge eletto. Nutrimi insieme con loro alla erba dei Tuoi divini Sacramenti.

Poiché Tu dimori nelle loro anime pure e risplenda in esse la luce delle Tue rivelazioni.

Il Tuo Splendore è la consolazione ed il riposo di quanti hanno faticato per Te in tentazioni e nelle sofferenze. Di questo Splendore rendi degno, me indegno, con la grazia e l’amore per gli uomini del nostro Salvatore Gesù Cristo, nei secoli dei secoli. Amen!

(Preghiera al Signore Gesù Cristo, composta da Sant'Isacco il Siro Inserito il 20 aprile 2008)

 

 

Dio degli spiriti e di tutta la carne, cui nulla si può comparare e che di nulla hai bisogno, tu che hai preposto il sole al giorno e la luna e le stelle alla notte,

anche ora guarda a noi con occhi benevoli, accogli il nostro rendimento di grazie mattutino e abbi pietà di noi.

Non abbiamo teso le nostre mani a un dio straniero, perché non abbiamo un dio recente, ma Te, eterno e senza fine.

Tu che ci hai fatto esistere per opera di Cristo e per opera sua ci fai esistere nel bene,

per Sua intercessione rendici degni anche della vita eterna. Con Lui sia a Te gloria onore venerazione e allo Spirito Santo, per i secoli.

Amen.

(Costituzione degli apostoli VIII 38, Azione di grazie mattutina Inserito il 09 maggio 2008)

 

Inno Akatisto allo Spirito Santo

Inno Akatisto alla Madre di Dio

[Antologia Patristica]

 

 


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